GLI AMICI DEL CUBETTO
mercoledì, 22 Giugno 22 | ore 09.06
Me l’ha detta così mio padre, al telefono, in quattro e quattr’otto. Fai andare in un filo d’olio o con un po’ d’acqua la cipolla rossa dolce e la pancetta, non devono assolutamente seccare; la pancetta deve cuocersi senza diventare troppo croccante, in caso tenda ad asciugare, aggiungi un po’ d’acqua. Poi aggiungi la mela tagliata a dadini non troppo piccoli. Cuoci i Pizzoccheri e, quando sono cotti al dente li trasferisci nella padella insieme al condimento… vedrai che bontà.
Detto, fatto. Grazie papi, perché è stato un successone! Non lo mettevo in dubbio, perché mio padre è un ottimo cuoco (e molto salutista!).
Ho modificato pochissime cose, o meglio, ho scelto gli ingredienti seguendo il mio gusto, quegli ingredienti che al telefono non aveva precisato. Pancetta affumicata, aggiunta di timo fresco e una grattata di pepe nero…
L’ho solamente assaggiata, ma posso assicurarvi che mi è bastato: ha quel gusto particolare che va dritto dritto a colpire le papille gustative di qualunque amante dei sapori un po’ speciali, a metà tra il dolce-acidulo e il salato; quel sapore che magari lascia anche un leggero formicolio sulla lingua dato dal pepe nero (che io ho macinato con un pizzico di peperoncino) e con la mela dolce si sposa divinamente. Un po’ come il sale con il cioccolato, o l’arancia con il pistacchio salato.
I pizzoccheri, originari di Teglio (Sondrio), sono il piatto tipico e più conosciuto della gastronomia valtellinese. Una pasta insolita da cucinare se non nel modo più tradizionale, con patate, formaggio, verze, coste o spinaci. Eppure, gli originali Pizzoccheri, sono un tipo di pasta con alto contenuto di fibre e preziose proteine vegetali, importanti nell’alimentazione… quindi perché non cucinare più spesso questo tipo di pasta provandola insieme ad altri condimenti altrettanto gustosi?
Il sapore della carne affumicata è in perfetta sintonia con il gusto dolce-acidulo della mela Renetta e il tocco pungente appena percettibile del pepe nero. Il gusto delicato della tipica “Cipolla rossa di Tropea” è dolce e per nulla invadente, dovuto in particolare alla consistente presenza di zuccheri, quali: glucosio, fruttosio, saccarosio e altri, contenuti però in minor quantità. E il timo, in apparenza ingrediente di margine, impreziosisce il piatto e quasi lo stravolge: dona un profumo e un sapore inconfondibile. Usatelo fresco, poiché ha un aroma meno intenso.
Pizzoccheri della Valtellina con mela Renetta e cipolla rossa di Tropea
Ingredienti per 2 persone
140 g di Pizzoccheri della Valtellina
80 g di cipolla rossa dolce pelata (cipolla rossa di Tropea della Calabria)
80 g di pancetta affumicata Montorsi
1 piccola + 1/2 mela Renetta
2 piccoli rametti di timo (lavato e asciugato)
olio extravergine d’oliva
pepe nero macinato al momento
Portare a ebollizione abbondante acqua salta e cuocervi i Pizzoccheri per il tempo indicato sulla confezione (circa 10-15 minuti).
Nel frattempo tagliare la cipolla a fettine e unirla ai cubetti di pancetta affumicata Montorsi.
Scaldare leggermente un filo d’olio in una padella antiaderente e, a fuoco medio, rosolarvi per 2-3 minuti la pancetta con la cipolla (non devono assolutamente seccarsi; aggiungere, se necessario, un cucchiaio di acqua calda e abbassare il fuoco).
Sfogliare il timo, togliere la buccia alla mela e tagliarla a quadratini (non troppo piccoli). Aggiungere la mela e il timo al condimento e saltare/mescolare il tutto per circa 4 minuti. La mela non deve cuocere troppo.
Quando i Pizzoccheri sono cotti al dente, prelevarli con un mestolo forato e trasferirli nella padella del condimento. Saltarli e mescolarli per circa 2 minuti a fuoco vivo, aggiungendo, se necessario, uno o due cucchiai d’acqua di cottura della pasta. Spegnere il fuoco, pepare quanto basta, a seconda del gusto, decorare con un piccolo rametto di timo e servire subito.
giovedì, 21 Aprile 21 | ore 10.04
Giulia Scarpaleggia
Giulia, quasi 30 anni, una cucina in Toscana affacciata sul mondo.
Gestisco il mio blog, Juls' Kitchen, da due anni mezzo, con l'obiettivo di rappresentare una delle voci della cucina toscana in Italia e all'estero. Mi piace scoprire il mondo morso dopo morso, seguendo le briciole di un viaggio fatto di gusti e profumi nuovi. Il blog mi ha regalato amici, divertimento e nuove passioni come la fotografia, le parole, la voglia di scrivere e la pasta fatta in casa!
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fiOrdivanilla
Spinta dalla voglia di sperimentare nuove creazioni in cucina e dare sfogo alla mia creatività nell'arte culinaria, nel 2007 ho aperto il blog "fiOrdivanilla, il Senso del Gusto", un blog di cucina e fotografia impostato su un'idea di Gusto e dell’essenziale che accoglie la concezione di una cucina come accostamento raffinato e inconsueto di elementi volti a deliziare e a soddisfare ogni singola sfera sensoriale, dove ciò che conta sono i profumi, gli accostamenti di colori e l’unione di sapori, capaci di evocare ricordi, sensazioni, emozioni e immagini.
Appassionata alla scienza applicata in cucina, e quindi anche di gastronomia molecolare, cerco sempre ispirazione nella cucina dei grandi Chef, dai quali mi piace in particolar modo apprendere nuove tecniche.
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Sigrid Verbert
Il cavoletto esiste dal 2005 ed è stato, in questi anni, il diario goloso nonché la corte di ricreazione di una piccola 30 something belga espatriata a Roma. Il blog raccoglie i suoi umori, i suoi viaggi e le relative scoperte comestibili, le sue voglie di briochine calde del weekend e le sue esasperate insalate fredde da canicola, i piatti dell'a sua infanzia sul mare del nord, quelli della sua cucina romana, incluso qualche sapore acquisito tramite il calabresissimo marito. Cavoletto ha inoltre dato luogo a diverse pubblicazioni cartacee.
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